Condivido sul mio blog un commento di Filippo Landi pubblicato sul suo blog dalvostroinviato.
Terra Santa, Gerusalemme e la Via delle storie. Ho visto anch’io il lungo servizio televisivo, dedicato a questi luoghi e trasmesso all’interno della rubrica della Rete Uno della Rai.
In quei luoghi ho trascorso oltre dieci anni della mia vita. Lì ho lavorato, lì ho raccontato le storie che passavano sotto i miei occhi. Potete immaginare, allora, quale emozione in più del comune spettatore mi ha spinto a vedere immagini ed ascoltare parole su quei luoghi.
Alla fine mi sono chiesto: come definiresti questo racconto? Mi sono ricordato di un’espressione che il protagonista di una fiction americana rivolge alla donna che ama: “Tu sei come il pane e non c’è cosa più buona del pane”.
Questo racconto era come il pane, buono. Friabile, scusate il paragone, come le rosette che si vendevano una volta nei panifici romani: con una spolverata di farina sopra e niente mollica dentro. Quella mollica che infastidisce chi mangia il pane.
Non posso dire diversamente: il racconto è stato buono. Di più: utile. Si sono visti ebrei e musulmani, che pur esistono al di là del conflitto. Ebrei che, ad esempio, condividono la cena di Pasqua con chi ebreo non è. E musulmani che predicano senza arroganza la loro fede ed incontrano il concreto rispetto dei cristiani durante il digiuno nel mese islamico del Ramadan.
Tutto vero e troppo spesso misconosciuto. Come non ricordare poi quella frase pronunciata dal francescano che percorre la via Dolorosa e dice: “Cristo ha percorso una via concreta, come questa, forse proprio questa”. Quanta forza e quanta verità in queste parole, che spazzano il cieco misticismo che, talvolta, attanaglia i pellegrini che giungono a Gerusalemme. I volti ed i suoni delle immagini girate nella via Dolorosa facevano giungere a noi i segni di una strada vissuta, oggi come sempre, da persone in carne ed ossa e non da anime trasparenti.
Eppure, ancora una volta, proprio a questo punto, la strada è stata smarrita. Il pane è divenuto insipido (continua a leggere sul blog di Filippo Landi).
Mi ha colpito l 'espressione " anime trasparenti "…e penso che tutte le religioni dovrebbero convivere pacificamente nel rispetto reciproco.