4 mesi e mezzo. Un tempo insostenibile

135 giorni. Quattro mesi e mezzo. 135 giorni di sciopero della fame, uno sciopero tutto rinchiuso – come chi lo sta facendo, e cioè Alaa Abd-el Fattah – dentro le mura del carcere. Prima il carcere di massima sicurezza di Tora. Poi quello di Wadi al-Natrun.

135 giorni. Sono un tempo insostenibile, per il suo corpo e per la mente. Per la sua famiglia che attende una notizia positiva da troppo tempo.

Oggi digiuna ancora una volta Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, in solidarietà nei confronti di Alaa, e delle decine di migliaia di prigionieri detenuti nelle carceri egiziane.

Per aderire al digiuno di 24 ore a staffetta, basta mandare una email a info@www.invisiblearabs.com