Sono andata a ritrovare gli alberi nei quali, o con i quali ho vissuto tempo. Anni. Anche il tempo in cui pensavo al Gelso di Gerusalemme. Proprio perché gli alberi determinano il loro spazio, e siamo noi – semmai – a dover andare da loro. Sono andata a ritrovare anche le nostre erbe spontanee: gli asparagi, ora. E le fresie arrivate col vento e che sempre ritornano, anche nella stagione 2025.
Niente di più. E niente di meno.
In questi giorni così intrisi di sangue, sangue di cui non ci accorgiamo, farsi curare da uno spazio pieno di vita nonumana può solo aiutare a guardare ciò che succede con la stessa empatia e alla giusta distanza. Per cogliere, nel quadro di cui facciamo parte, cos’è importante e cosa, invece, è solo orpello, o falso bersaglio.
(Sicilia occidentale, quella parte così vicina all’Africa settentrionale)





