Diplomatici presenti a Ramallah, compreso l’ambasciatore Ercan Ozel, consolato generale turco per la Palestina; esponenti di Fatah; personalità importanti del mondo imprenditoriale come Sam Bahour e Mazen Sinokrot. E come discussant, Mahmoud ar-Ramahi, segretario generale del Consiglio Legislativo, il parlamento palestinese. Deputato della lista Riforma e Cambiamento, quella con cui Hamas si è presentata alle elezioni del gennaio 2006, Ramahi è stato rilasciato da pochi mesi dagli israeliani che lo avevano arrestato negli anni scorsi, ha studiato all’università La Sapienza, a Roma, conosce dunque bene l’italiano, e ha avuto il compito di discutere un libro che gli altri, per questioni linguistiche, non avevano potuto ancora leggere.
Diversità di vedute su alcuni argomenti, nulla da dire sulla ricostruzione storico-cronologica: questo l’intervento di Ramahi, che ha riconosciuto soprattutto lo sforzo e la fatica nel ricostruire la “loro” storia. E nel dibattito, come sempre, la questione della condivisione del potere, più importante – nella percezione palestinese – della transizione “alla resistenza al potere” di Hamas, che per noi europei è centrale. E poi una discussione approfondita sulla questione della carta di Hamas del 1988, unita alla presenza, nella storia del movimento islamista, di altri documenti. Soprattutto, il programma elettorale del 2005-2006.
