Alla sua età può concedersi cose che altri si sognerebbero. Come usare termini durissimi, senza poter essere tacciato di avere una “agenda nascosta”. Nel suo crepuscolo, Jimmy Carter sembra ancor più impegnato di prima, in Medio Oriente. Come dimostra l’ultima uscita pubblica, la partecipazione al prestigioso festival letterario di Hay, dove l’ex presidente degli Stati Uniti e premio Nobel per la pace ha parlato ancora una volta di Gaza, stigmatizzando anche la politica dell’Unione Europea, “supina” sul conflitto israelo-palestinese e “imbarazzante” su Gaza (qui accanto, una immagine presa da Miftah, l’associazione di Hanan Ashrawi). E’ il blocco di Gaza, per Carter, il vero buco nero dei diritti umani. Ecco le sue parole, riferite dal Guardian:
“The blockade on Hamas-ruled Gaza, imposed by the US, EU, UN and Russia – the so-called Quartet – after the organisation’s election victory in 2006, was “one of the greatest human rights crimes on Earth,” since it meant the “imprisonment of 1.6 million people, 1 million of whom are refugees”. “Most families in Gaza are eating only one meal per day. To see Europeans going along with this is embarrassing,” Carter said. He called on the EU to reassess its stance if Hamas agreed to a ceasefire in Gaza. “Let the Europeans lift the embargo and say we will protect the rights of Palestinians in Gaza, and even send observers to Rafah gate [Gaza’s crossing into Egypt] to ensure the Palestinians don’t violate it”.
