Uh, da quant’è che non aggiorno il blog…. Chiedo venia, cercherò di essere più assidua e puntuale, da ora in poi.
Il gran giorno è arrivato, dunque, Obama vs Romney. E chi sta dall’altra parte dell’Atlantico, vers il Mediterraneo, vicino ai paesi arabi che stanno sperimentando la più importante trasformazione dell’ultimo mezzo secolo, sa bene che la scelta è triste. È la scelta tra un peggio e un meno peggio. Tra un presidente (Obama) in cui molti hanno creduto, tra gli arabi, sfidando l’ormai proverbiale sfiducia verso tutto ciò che sa di America, e uno sfidante (Romney) che ha dimostrato una imbarazzante incultura verso tutto ciò che è fuori dai confini degli States. Forse è per questo che, a sentire un servizio del Gr della Rai, stamattina, gli studenti di Harvard, nel cuore di quel Massachusetts di cui Romney è stato governatore, erano in gran parte per Obama.
Un peggio e un meno peggio, di fronte a una regione in cui sta succedendo veramente tanto… Unica, magrissima, personalissima consolazione. Che il mio libro su Hamas, in versione americana, è andato a finire in una lista molto particolare, al settimo posto di un elenco di libri sulla politica estera che sia Obama sia Romney dovrebbero leggere, per capire quello che c’è e si muove oltre la singolare campagna delle presidenziali negli Stati Uniti. A stilare l’elenco, una rivista che chi si occupa di politica estera conosce bene: il Christian Science Monitor.
A dopo, per un vero e proprio post. Per ora, godetevi questo scorcio di Sicilia, immortalato in una piccola torre di guardia di epoca medievale. E ascoltatevi Anouar Brahem. Magari Al Birwa