L’Egitto sdogana Hezbollah?

Sono giorni che si rincorre l’indiscrezione: che cioè l’Egitto abbia formalmente invitato sheykh Hassan Nasrallah, guida riconosciuta di Hezbollah, a visitare il paese. Si specula, a questo punto, su chi andrà al Cairo, se Nasrallah o un alto dirigente in sua vece, viste le straordinarie misure di sicurezza attorno al capo del “partito di Dio” libanese. La domanda più importante, però, non è tanto chi andrà al Cairo, ma perché ci andrà. E cioè se l’invito a Nasrallah sia un invito tattico del regime egiziano, convinto che bisogna tenere conto del peso specifico che Hezbollah ha ottenuto in Libano (anche sul piano militare interno, con il controllo di mezza Beirut lo scorso maggio assunto nel giro di mezza giornata). Un peso sancito dall’accordo di Doha e dalle conseguenze interne di quell’intesa, che hanno portato alla formazione di un governo di unità nazionale e alla modifica (seppur non esaustiva) della legge elettorale libanese.

Sì, sicuramente c’è una dimensione tattica, nell’invito egiziano, che nasce anche dalla diffusa e indiscussa popolarità di Nasrallah presso le opinioni pubbliche arabe, senza distinzione di denominazione religiosa. Sunniti o sciiti che siano, gli estimatori di Nasrallah sono veramente tanti, in Medio Oriente. Come dimostra anche l’imbarazzo di alcuni opinionisti verso la presa di posizione di sheykh Yussuf al Qaradawi (di cui parlavo nel post precedente) sul confronto tra sunniti e sciiti. Per questi opinionisti, così come per buona parte del pubblico arabo, non è il caso di rimestare nelle questioni settarie, in un momento nel quale Hezbollah sta dimostrando che in Medio Oriente si possono ottenere risultati politici.

Che poi ci sia anche una dimensione strategica, nell’invito del regime di Hosni Mubarak a Hezbollah, questo è tutto da dimostrare. Quello che sembra più probabile, è che il fallimento della politica di Bush in Medio Oriente abbia portato i campioni del moderatismo a guardarsi intorno, e a cercare di non perdere troppo terreno. Gli esempi sono evidenti: la Giordania ricomincia a parlare con Hamas, dopo aver congelato i rapporti per due anni, e l’Egitto media sulla riconciliazione palestinese, mentre – parallelamente – apre a Hezbollah.
Post scriptum: la battaglia delle indiscrezioni continua. Un funzionario egiziano, al giornale panarabo As-Sharq al Aswat, ha smentito l’invito, che invece veniva dato per certo dal giornale libanese al Akhbar. Il che significato che il dossier è scottante, e non poco.

Lascia un commento