Stavolta non sono scesi in campo i prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, che nel maggio 2006 avevano sottoscritto un documento per la riconciliazione e l’unità nazionale. Stavolta sono scesi in campo gli intellettuali, che – a dire il vero – di manifesti ne producono, purtroppo senza risultato. Questo, però, ha cinquanta firme forti, di quelle che contano. Ed è estremamente duro verso gli israeliani, nonostante vi siano tra le firme dei campioni del moderatismo, compresa Hanan Ashrawi, il volto più conosciuto della conferenza di Madrid del 1991.
Chiede, per esempio, lo stop ai negoziati con gli israeliani sulla base di Annapolis: un messaggio a Obama e a Mitchell:
stop bilateral negotiations that have moved on the basis of Annapolis track and the roadmap and to find a new approach to the negotiations that can guarantee the halt of settlement activities and that can end the aggression and siege; the new approach needs to be based on the international law and the UN resolutions with aim to implement the UN resolutions and not hold negotiations over them and to achieve our legitimate national rights.