106 giorni: lo sciopero della fame di Alaa non si ferma

Non si ferma lo sciopero della fame di Alaa, che ha raggiunto oggi i 106 giorni, mettendo sempre di più a rischio la sua salute e la sua vita.

Non si ferma neanche la solidarietà in Italia per sostenere la liberazione di Alaa Abd-el Fattah, e con lui tutti i prigionieri di coscienza detenuti in Egitto in patente violazione dei diritti umani e civili. Oggi digiuna Mariangela Gallo, del Direttivo Anbamed,aps per la Multiculturalità.

Il digiuno solidale a staffetta di 24 ore ciascuno è iniziato il 28 maggio scorso. Da allora, 150 persone (non solo italiane, ovviamente) hanno digiunato donando ad Alaa poco meno di duecento giorni senza cibo: un gesto fragile, silenzioso e profondamente politico. Chi vuole aderire, può mandare una email a info@www.invisiblearabs.com

All’orizzonte c’è la pressione sull’Egitto che si appresta a ospitare a novembre a Sharm la COP27, la conferenza sul clima. La pressione sta pian piano crescendo, ma serve ancor più sostegno al lavoro delle associazioni per la difesa dei diritti che stanno chiedendo all’Egitto di permettere le manifestazioni del libero pensiero fuori dalla conferenza, in un paese dove la repressione ha toccato livelli mai raggiunti dalla fondazione della repubblica.

 

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