Il senso di impotenza colpisce tutti, tutti coloro che seguono il calvario silenzioso di Alaa Abd-el Fattah, giunto al giorno 185 di sciopero della fame. Tutti sentiamo che sarebbe ora di fare qualcosa di più allargato, ma io non so cos’altro fare, perlomeno in Italia. Nel Regno Unito, invece, oggi lunedì 3 ottobre alle 10 c’è una manifestazione a Birmingham, di fronte alla Convention dei conservatori, alla quale partecipa anche Mona Seif, la sorella di Alaa.
E’ un modo di esercitare pressione sul Regno Unito, in primis perché Alaa ha anche la cittadinanza britannica, oltre a quella egiziana. E poi la pressione è sul governo di Londra perché sia più incisivo nella richiesta di avere accesso in carcere per poter verificare le condizioni del suo concittadino, e perché lo porti nel Regno Unito. Da ultimo, una pressione oggi ha come obiettivo la posizione del Regno Unito su COP27, la conferenza sui cambiamenti climatici che si svolgerà proprio in Egitto tra poche settimane. La notizia più interessante è che re Carlo III non parteciperà a COP27, nonostante il suo costante interesse sulla questione ecologica. C’è chi mette in relazione la sua assenza con il caso di Alaa. Chissà…
Lunedì 3 ottobre digiuna ancora una volta, per Alaa, Francesca Corbo di Amnesty International. Grazie!
Chi vuole aderire, e partecipare al digiuno a staffetta di 24 ore, scriva una email a info@www.invisiblearabs.com.