202 giorni, e una tenda a Westminster

“Alaa è padre di un bellissimo bambino, Khaled.
Alaa è il figlio e il migliore amico della nostra incredibile madre Laila Soueif.
Alaa è un fratello maggiore straordinario e premuroso per me e Sanaa Seif.
Non è una nozione astratta, non è un esemplare da esibire e utilizzare quando i dittatori vogliono lanciare un messaggio, e non è una nota a margine delle agende dei funzionari governativi da “gestire” ogni volta che è conveniente.
È un essere umano, di cui si sente la mancanza e di cui si ha bisogno nelle nostre vite, ingiustamente detenuto e in GRAVE PERICOLO!
201 giorni di sciopero della fame non dovrebbero essere trattati con leggerezza”.

Sono le parole di Mona Seif, una delle due altrettanto straordinarie e premurose sorelle di Alaa. Parole scritte ieri e pubblicate sul profilo Facebook di Mona Seif. Oggi i giorni di sciopero della fame sono 202. Troppi, già da troppo tempo

Sana Seif è accampata di fronte al Foreign Office, nella sua piccola tenda attrezzata per resistere alla pioggia di stanotte e al freddo, per avere risposte su suo fratello, cittadino britannico detenuto ingiustamente in un carcere egiziano senza aver neppure diritto a incontrare le autorità consolari, in aperta violazione dei suoi diritti di detenuto. E il governo britannico, presieduto da una Liz Truss sempre più in bilico,  ha perso ieri un altro pezzo dell’esecutivo, dopo le dimissioni della ministra dell’interno Suella Braverman. Il secondo ministro che viene dimesso nel giro di una settimana.

In Italia la fiammella del digiuno solidale per Alaa di 24 ore ciascuno è sempre accesa. Oggi giovedì 20 ottobre digiuna Raffaella Cammarano.

Grazie di cuore!

Chi vuole aderire al digiuno solidale, mandi una email a info@www.invisiblearabs.com