“Le pagine dedicate da Alaa ai corpi resi invisibili, ai corpi dimenticati, ai corpi violati e considerati solo oggetti proprietà delle guardie carcerarie e dei torturatori, sono parole impresse sulla pietra. Corpi annichiliti, come quello di Omar, un altro prigioniero, che racconta dell’esperienza nella cella d’isolamento come la più vicina all’essere seppellito vivo. Riecheggiano le parole scritte da Rosa Luxemburg alla sua amica Sophie Liebknecht, oltre un secolo fa, nel dicembre del 1917: “sembra di essere rinchiusi in un sepolcro”.
C’è, però, anche un viaggio nel sogno di un Egitto che non sia ostaggio di chi offende i corpi e la dignità della persona. Non è un sogno che rifugge dal reale. Al contrario. Nel reale, della prigione e dell’umanità dolente fuori e dentro le mura del carcere, è totalmente calato. È un sogno ineluttabile, per così dire, quello che fa dire ad Alaa quel “non siete stati ancora sconfitti” che dà il titolo a questo libro prezioso e necessario. Poiché, ed è qui che le parole di Alaa Abd El Fattah echeggiano la lunga tradizione della “scrittura della prigione”, “nessuno potrà ostacolare i potenti, né riuscirà a definire i margini di libertà e giustizia, né potrà fissare gli spazi di bellezza e la possibilità di una vita comune tranne i deboli, che insistono sul fatto che il significato dovrebbe prevalere, anche dopo la sconfitta”. È nei deboli la risposta e la più importante sfida all’autocrazia”.
Quando ho scritto oltre un anno fa queste parole con cui si chiude l’introduzione a “Non siete stati ancora sconfitti”, uscito nell’ottobre 2021 per hopefulmonster, Alaa Abd-el Fattah si trovava ancora nel carcere di massima sicurezza di Tora, al Cairo. Senza carta e penna, e senza un letto, un materasso. Non aveva ancora iniziato lo sciopero della fame in cui è immerso da 208 giorni. Poco meno di sette mesi. A distanza di oltre un anno, il suo inno laico ai deboli, gli unici in grado di ostacolare i potenti, mi sembra ancor più importante. La debolezza di Alaa, che rinuncia al cibo ma non alla vita, mi sembra indichi a noi, che immaginiamo di lontano la sua testimonianza, una via possibile per ostacolare chi è dominante.
Oggi, mercoledì 26 ottobre, digiunano Angelo Forte e Antonella Mantovani. E di cuore li ringrazio.
Per aderire alla staffetta di digiuno in solidarietà con Alaa, che va avanti senza interruzione dal 28 maggio, mandare una email a info@www.invisiblearabs.com