Arrivano i volantini

Il primo sarebbe comparso il giorno dopo l’attacco alla yeshiva Merkaz Harav, in cui furono uccisi otto studenti della scuola rabbinica legata al movimento dei coloni. Lo riferiva ieri il quotidiano israeliano Israel Hayomi: un volantino sarebbe stato distribuito a Gerusalemme est, minacciando i residenti palestinesi della città “che stanno collaborando con l’occupazione” e preannunciando una nuova intifada. Questo il testo del volantino riferito da Israel Hayom: “The cruel enemy and its agents in Jerusalem thought that the quiet in Jerusalem was a sign of victory for their enterprise of imperialism and Judaization,but they do not know that this is the quiet before the storm, the Intifada and the revolution.”
Il paragone con la prima intifada è immediato, perché il volantino sarebbe stato numerato, come successe durante la rivolta iniziata il 9 dicembre 1987. Volantino numero 1, firmato dal Comando Unificato – Gerusalemme. Le similitudini con la prima intifada sono un po’ troppe, un po’ troppo fotocopiate. Le rivolte non sono mai uguali a se stesse, la storia cambia uomini e luoghi. L’unico elemento che resta simile, è il disagio che si avverte tra i palestinesi, e quella sensazione di una pentola che sta bollendo.

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