Comunioni

Gerusalemme. Chiesa di San Salvatore, la parrocchia cattolica della città dentro la Custodia di Terrasanta. Assieme ad altri 92 bambini, palestinesi di religione cattolica, c’era ieri anche mio figlio, che ha partecipato attivamente a una messa tutta in lingua araba. Numeri alti, si dirà, rispetto alla media delle comunioni in Italia. Qui si fanno più figli: la risposta può apparire forse troppo semplice, ma questa è la realtà. 92 bambini, maschi e femmine, provenienti da diverse scuole cristiane della città (dove bambini cristiani e musulmani condividono lo stesso banco), con una semplice tonaca bianca, sistemati ai lati dell’altare. E’ stata una comunione di quartiere, con pennellate tipiche delle comunioni dei miei tempi: un passaggio importante per il bambino e per la famiglia, le piccole catenine con le croci attorno al collo, i vestiti della festa, i regali che restano per una vita, gli abbracci dei parenti, i lunghi pranzi. E per far capire quanto sia tutto diverso dallo stereotipo corrente, alla festa per la prima comunione c’erano, attorno a mio figlio, cattolici occidentali, due famiglie musulmane, una greco-ortodossa e un quacchero.

Una cerimonia discretamente rapida (un’ora e mezza), con alcuni elementi interessanti. Intanto, la presenza dei maestri e delle maestre delle diverse scuole, in apprezzabile coordinamento con la parrocchia, che hanno guidato i bambini nella processione, nei canti preparati per l’occasione e recitati come al saggio scolastico di fine anno, e via via nel farsi del rito. Poi, la folla delle grandi occasioni nella chiesa di San Salvatore, gremita di genitori, parenti, amici: tutta la comunità palestinese cattolica di Gerusalemme, che andrebbe tenuta in maggior considerazione quando si organizzano i pellegrinaggi dall’Italia in Terrasanta. Perché sarebbe interessante, per i pellegrini, capire come si è cattolici qui, tra i cristiani orientali, tra gli uomini e le famiglie, invece di fare una visita limitata a tante sacre pietre. Sono gli uomini il vangelo quotidiano di questa terra, con le sue luci, le ombre, la spiritualità popolare, le ipocrisie, i codici sociali.

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