Roberto Andò, nel suo Diario senza date, o della delazione (Geaschirò) parla di “velati aromi arabi”, riferiti a Palermo. A Monreale, nel Duomo, i “velati aromi” si trasformano in richiami architettonici. Il campanile che porta a Tunisi. Gli archi a ogiva nel chiostro. I mosaici che fanno volare nella reale Fez. Ma sono soprattutto le “bambole” a ricordare che l’Europa, o almeno questa parte d’Europa, ha radici anche islamiche, e non solo giudaico-cristiane. Chi è stato al Cairo (e non solo) ricorda le merlature di molti edifici islamici (se non ricordo male, per esempio, dentro la Città dei Morti). Merlature particolari: possono sembrare alberelli che si restringono verso l’alto, ma sono chiamate spesso dagli egiziani le bambole. Rappresentano la umma, la comunità dei credenti che si prende mano nella mano, figure umane stilizzate poste una accanto all’altra. Ebbene, le “bambole” percorrono tutte le navate, centrali e laterali, del duomo di Monreale, in una lunga fila appena sotto la prima sequenza dei “quadri” biblici di mosaico. Bambole di mosaico, anch’esse. Comunità di credenti cristiani? Qualcuno mi sa chiarire il mistero?