Ora che il mercato immobiliare subisce qualche assestamento nel Golfo, salta su anche la storia di Duweika… La stampa egiziana indipendente ha dato ieri risalto alle accuse che un gruppo di cittadini ha inoltrato alla magistratura, indicando nei comportamenti della Emaar una delle ragioni più importanti della frana del Moqattam. In cui un intero pezzo del quartiere di Duweika è stato seppellito da enormi massi, provocando, stando agli ultimi dati, almeno 95 morti. L’irrigazione delle sezioni immobiliari della Emaar sarebbe alla base delle infiltrazioni che hanno eroso la struttura calcarea del Moqattam, provocando il crollo.
La vera notizia non è solo la speculazione edilizia senza attenzione alla situazione geologica, ma anche che a essere accusata è la Emaar, la società immobiliare più importante e conosciuta di tutto il Medio Oriente. Quella che ha fatto di Dubai il simbolo della modernità edilizia, e che ha investimenti in tutta la regione. Grazie anche al suo uomo di punta, uno dei manager e dei businessman più importanti e quotati di tutto il mondo arabo: Mohamed Bin Ali Alabbar. Quello con cui Armani ha fatto l’accordo, due anni fa, per il suo primo albergo.