Viva le scarpe, viva l’eroe

Beh, glielo devo, a Emanuele Giordana, detto Manulo, e cioè il mio pard di Lettera22 (qui in una foto scattata da Francesco Fossa). La sua descrizione dell’eroe delle scarpe è bellissima.

“Se esistono ancora gli eroi è una domanda ricorrente. Muntazer al Zaidi lo è. Sarà ricordato per le scarpe e non forse per i suoi articoli ma alla fine è il coraggio, il coraggio di dirla tutta rischiando, com’è successo, le botte e la galera, che piace all’uomo della strada e non solo araba. Gli eroi son quelli che noi non siamo. Sono il nostro compagno delle elementari che ha difeso quel tale davanti a uno delle medie; sono quella ragazza che disse in faccia al preside che la scuola è nostra; sono quel tipo che ha rinunciato alla promozione perché la gente non si compra; sono quella giovane collega che ha detto al capufficio di tener giù le mani. Son quello, quella, quelli che parlano quando stiamo zitti e dicono le cose al nostro posto. Siamo loro grati, che tirino le scarpe o anche solo una saracca che non abbiamo il coraggio di pronunciare. L’eroe è sempre stato e sempre sarà. Non è solo una necessità dei tempi bui, è il toccasana che ci fa sorridere o piangere, che muove i sentimenti e che, soprattutto, si è esposto quando nessuno aveva il coraggio, la voglia, l’energia per farlo”.

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