Primo consiglio: le suore. In Terrasanta, le suore fanno molto, anzi moltissimo, e senza cercare clamori e onori. Ci sono le suore del Cremisan, di cui ho già parlato, che hanno asilo e scuolina sopra Betlemme per i bimbi palestinesi dei villaggi circostanti, e che tengono aperto l’unico centro giovanile misto, per maschi e femmine, e per cristiani e musulmani. E’ già inverno, al Cremisan fa freddo, e riscaldare la scuola e il centro giovanile costa. Un bel regalo sarebbe contribuire alla loro bolletta del gasolio, troppo cara. E poi c’è la mitica suor Sophie, e con lei suor Maria, che alla Creche di Betlemme raccolgono i trovatelli. Sabato ne era arrivato un altro, appena nato: “è arrivato Gesù Bambino”, è stato il commento semplice e profondo.
Secondo consiglio: i deboli di casa nostra. A Santa Maria in Trastevere c’è il pranzo di Natale, anche quest’anno. I deboli assieme a chi non è così debole. Ma l’aiuto alla Comunità di Sant’Egidio si può anche dare dopo il pranzo di Natale, quando i riflettori sono spenti, e i barboni a Roma soffrono ancor di più il freddo.
Si accettano indicazioni di altri ‘salvadanai’.