La casa di mattoni

Il cemento non entra a Gaza, non fa parte degli aiuti umanitari a cui le autorità israeliane concedono l’ingresso. E allora si fa quel che si può, come ai vecchi tempi. Case di mattoni. Case temporanee, in attesa che arrivi cemento (che non arriva da oltre due anni, peraltro) per riparare le decine di migliaia di appartamenti distrutti durante l’operazione Piombo Fuso. Alle latitudini di Gaza, a maggio, non è un così grande problema: si può vivere anche dentro una casa di mattoni, se si è vissuto in tenda negli scorsi cinque mesi. Certo, poi non si dovrà dire che gli arabi vivono come duecento anni fa, che sono arretrati, che non sanno avere a che fare con la modernità… Ma cosa succederà verso novembre, quando arriverà qualche scroscio di pioggia, qualche temporale, e i mattoni a crudo (per quegli altri ci vuole un qualsiasi tipo di carburante) si scioglieranno come neve al sole?

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