E cioè a quella verdura della ‘famiglia’ della cicoria, che a Roma si chiamerebbe la barba dei frati, e che si trova ancora nelle campagne palestinesi. Non è cicoria né cicorione, ma ci assomiglia proprio. Tanto che una bella purea di fave, accompagnata dalla hindbeh, è un vero e proprio bagno nella nostalgia. Fave secche, piccole, saporitissime, che è possibile comprare alla Porta di Damasco, in un negozio piccolo e fornitissimo di sementi. Accompagnate dalla hindbeh che, in questo caso, arriva direttamente da un contadino di Betlemme.
A proposito, è proprio il caso di dirlo, di radici comuni. Da un lato all’altro del Mediterraneo.