Tutti sapevano

….nessuno potrà dire “non sapevo”, “non me l’aspettavo”, “ma come mai”. Stavolta veramente nessuno potrà dirlo. Gli scontri a Gerusalemme est non sono stati scatenati dall’inaugurazione di una sinagoga nella Città Vecchia, né della notizia dei 1600 appartamenti che si costruiranno nell’insediamento israeliano di Ramat Shlomo. Sono il risultato di altro: di una tensione che viene alimentata da mesi, se non da anni. Da mesi tutti i moderati – Abu Mazen compreso – avvertono che Al Aqsa è la “linea rossa” e che la politica dell’ampliamento delle costruzioni israeliane dentro Gerusalemme est (così come la politica delle associazioni dei coloni radicali dentro la Città Vecchia, a Silwan, sul Monte degli Ulivi) non fa altro che aumentare il livello della tensione e della rabbia nel mondo palestinese. Lo hanno detto anche l’Onu, l’Unione Europea, gli Stati Uniti. Fior di rapporti sono usciti dai consolati di Gerusalemme, diretti ai ministeri degli esteri in madrepatria. Studi approfonditi, continui, sono stati resi pubblici, da mesi, da anni.

Lo spettro della terza intifada si sbandiera da anni, da chi la paventa, e anche da chi preferirebbe una deriva violenta per non far vedere altro. Adesso, dopo gli scontri di stamattina in cui per l’ennesima volta sono stati giovani i protagonisti e giovani a pagare, non si potrà dire: “non sapevo”.

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