Di assorbenti e mestruazioni

Ho condiviso con Igiaba Scego un certo fastidio per il modo in cui l’ultima campagna di Giuseppe Civati è stata derisa, bollata, sminuita. Ho letto un tweet che suppergiù lo accusava di voler raggiungere le prime pagine dei giornali in qualsiasi modo. Mestruazioni comprese. E per l’ennesima volta, la polemica politica è tra uomini. Anche stavolta, come direbbe Lorella Zanardo, sul corpo delle donne.

E dunque sono molto contenta che Igiaba Scego abbia dedicato il suo ultimo articolo su Internazionale agli assorbenti.

Hai ragione, Igiaba, le mestruazioni sono cosa serissima, anche se io non ce le ho più, e dire che sono in menopausa mette comunque in imbarazzo. Mi hanno fatto sentire per tutta la vita (feconda) a disagio, debole durante il ciclo, dolorante. Con la scorta di assorbenti in borsa (compreso a Gaza, dove arrivavano dai tunnel quelli che si vendono in Egitto, e sono comunque prodotti dalle multinazionali). E per fortuna che ce li avevo gli assorbenti! Nell’Europa dell’est del pre-1989, entravano di contrabbando dall’Austria come i collant. Quando ne parlavo con le mie amiche ungheresi – era il 1991 – me ne parlavano come una conquista e una liberazione. Non serviva, però, andare in Ungheria. Mia madre, nata e vissuta a Roma, mi parlava di quale grande conquista fossero stati gli assorbenti, al posto di pezze di cotone e spille da balia. Ma già, a chi importa del mestruo? A dire il vero – qualche coetanea mi potrà confortare – ne cominciammo a parlare negli anni Settanta, in Italia, con i nostri compagni di scuola che ci guardavano schifati. Parlare di ciclo mestruale equivaleva a fare la rivoluzione. Son passati quarant’anni, e dunque tutta la mia fase feconda, e siamo ancora a questo punto.
In compenso, la pubblicità televisiva non ha problemi a parlare di assorbenti a tutte le ore. Sempre con toni di voce quasi servili… A comprare assorbenti serviamo, eccome. A parlarne, no.

1 commento su “Di assorbenti e mestruazioni”

  1. Dottoressa Caridi, leggo sempre con interesse e condivisione tutto ciò che lei scrive. Commento poco ma ogni giorno entro nel suo blog e se non c’è nulla resto delusa. Spero si ricordi che le ho scritto tempo fa, la sua risposta “Le fortune di Francesco” la conservo ancora come cosa preziosa. Da Luxor città in cui vivo da tanti anni cari saluti e grazie. A quando il suo quarto libro?

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