Chissà, forse pensavamo di aver superato la fase più dura. La violenza politica che aveva segnato in modo indelebile la nostra adolescenza, e le stragi per mano ‘ignota’. Chissà perché, di quell’estate ricordo la sensazione che fosse in via di remissione una stagione. La memoria fa singolari selezioni, non sempre affidabili, ma la sensazione della remissione non era solo legata al fatto che avevo preso (e malamente) la maturità. La conferma, a mio parere, è proprio nel segno profondo e doloroso del 2 agosto 1980 a così tanti anni di distanza. Più di altri lutti, e ahimè di altre stragi. Quella stazione, cara non solo ai bolognesi ma a una Italia intera che in treno si spostava e che considerava quello lo snodo del Paese, è nel DNA della storia contemporanea italiana. Incancellabile.
Faceva caldo, quel giorno, sul litorale romano. Le notizie arrivarono come arrivavano allora. Senza internet. Eppure veloci. Veloci.
