Alaa Abd-el Fattah è in sciopero della fame da 145 giorni. Più di 20 settimane. Quasi 5 mesi. Troppo, per la sua salute e per la sua stessa vita.
Oggi solo un consiglio di lettura, di quelli importanti, perché mettono insieme realismo e visione strategica. Non una finta Realpolitik, spia solo di un atteggiamento vetero-coloniale europeo e statunitense verso i Paesi mediterranei, soprattutto sulla questione dell’approvvigionamento energetico. Leggetevi questo articolo pubblicato su The Hill, uno dei siti più letti dai decisori a Washington, DC. Lo ha scritto David A. Super, una cattedra di diritto ed economia nella prestigiosa Georgetown University di Washington, DC (università gesuita, quella in cui si formano i funzionari del pubblico impiego federale), un accademico dalle basi solidissime.
Il titolo dell’articolo dice già molto: “Are we ready for when dictatorships implode over rising food prices?”
Ecco alcune righe delle sue conclusioni:
“President Biden can and should send a clear signal to Gen. al-Sisi that progress in bilateral relations will be impossible as long as he imprisons legitimate opposition voices. He should specifically insist that Abdel-Fattah be released and given the medical treatment he needs.
Standing up for imprisoned secular democrats is worth it. Just as a democratic, prosperous Ukraine will inevitably cause Russians and Belarusians to question their dictatorial regimes, a free democratic Egypt would undermine the many despotic regimes in the region. An Egypt that allows its people, many highly educated, to realize their potential would rapidly achieve sustainable prosperity in a region known for economic stagnation and dependence on fossil fuels.”
Perché l’incremento dei prezzi del pane, in paesi autoritari come l’Egitto, rischia di rendere esplosiva una situazione già oltre il limite, vista la crisi economica in atto. Una situazione, insomma, tutt’altro che stabile
E prosegue con costanza, da quasi tre mesi, anche il digiuno solidale per Alaa Abd-el Fattah, Oggi digiuna ancora una volta, in solidarietà, Paolo Pignocchi, di Amnesty International Italia – Coordinamento Europa – Circoscrizione Marche. E digiuna Marina Atti, in solidarietà per Alaa per la prima volta.
Chi vuole aderire al digiuno solidale di 24 ore a staffetta, iniziato il 28 maggio scorso e continuato sino a oggi senza interruzioni, può mandare una email a info@www.invisiblearabs.com