Spezzo una lancia a favore del semolino, ingrediente dalla fama non proprio piacevole… E invece si può usare come fosse polenta, e accompagnarci una caponatina alla siciliana. Comunque sia, l’idea è sempre quella che il semolino sia salato, ma nella cucina araba semolino significa ma’moul, e cioè dolcetti di semolino ripieni di datteri, o di fichi secchi, o di pistacchi, da servire nelle festività religiose. Multiple, peraltro, visto che si usa sia nella tradizione (araba) musulmana, sia nella tradizione (araba) cristiana, sia in quella (araba) ebraica.
Non sapevo, però, che il semolino dolce, mescolato con la jibna, il formaggio, fosse un piatto tipico della tradizione del Natale, in Palestina.
La foto ritrae una veduta di Gerusalemme dalla Porta di Damasco verso la zona che ora è l’area commerciale di Gerusalemme est. Periodo 1938-39, dalla Library of Congress.
