Toni più morbidi

Non fa notizia, ma Fatah e Hamas si sono parlati. E soprattutto parlati ad alto livello, ieri al Cairo. E hanno anche fatto una conferenza stampa congiunta. Non accadeva da molto tempo, e forse vuol dire che veramente c’è un prima e un dopo Gaza, perché i 22 giorni della guerra di Gaza sono stati una piccola cesura della Storia.

Alti dirigenti, al Cairo, per contatti che proseguiranno dopo la conferenza sulla ricostruzione di Gaza, in programma a Sharm el Sheykh il prossimo 2 marzo. C’erano Nabil Shaath e soprattutto Abu Ala, il vecchio Ahmed Qureya, per Fatah. Mussa Abu Marzuq, il vice dell’ufficio politico di Hamas, assieme a Mahmoud A-Zahhar, Mohammed Nasr (braccio destro di Meshaal), per il movimento islamista. Questione prioritaria, per ammorbidire i toni, il rilascio dei detenuti politici. In Cisgiordania, l’Anp ha liberato 80 dei 400 militanti di Hamas arrestati negli scorsi mesi. E poi c’è la guerra delle tv, visto che Fatah ha creato un canale, in contrapposizione a Al Aqsa tv di Hamas, in quella che potrebbe essere descritta come la libanizzazione (ossia la deriva settaria) dei media palestinesi.

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