Non ci sono ancora le evoluzioni su cui tutti concentrano le speranze riguardo alla sorte di Alaa Abd-el Fattah. Per alcune ore, ieri, ci sono state voci relative alla imminente deportazione/esilio di un noto esponente della rivoluzione egiziana. Tutti coloro che seguono l’Egitto hanno pensato (sperato!) quell’esponente fosse Alaa.
Nel tardo pomeriggio è stata Mona Seif, la sorella di Alaa, a spiegare che non era successo nulla di diverso rispetto ai giorni precedenti. Alaa è oggi a 134 giorni di sciopero della fame, sempre nel carcere di Wadi al Natrun. E oggi, in Italia, Gianni Toma digiuna in solidarietà con Alaa.
Su tutto questo, è piombata la notizia del ferimento di Salman Rushdie a opera di Hadi Matar,24 anni, del New Jersey. Le sue condizioni sono serie, dopo l’intervento chirurgico: Rushdie è attaccato a un ventilatore, rischia di perdere un occhio, i nervi del braccio sono stati intaccati, e intaccato è il fegato, ha comunicato Wiley, il suo agente.