Appena uscito il nuovo rapporto di Peace Now sulle colonie israeliane in Cisgiordania, proprio mentre il segretario di stato americano Condoleezza Rice prosegue la sua spola tra Gerusalemme e Amman per dare – per quanto possibile – una spinta ai negoziati tra il governo Olmert e l’Anp di Abbas (ma ora sposta la data di un accordo possibile al 2009, quindi onore ed onere di un’altra amministrazione alla Casa Bianca).
Il rapporto di Peace Now, contestato oggi dallo stesso premier Olmert, parla di un incremento rapidissimo della costruzione di appartamenti dentro la Gerusalemme araba, addirittura 750 approvati, rispetto ai soli 46 dell’anno precedente. Cresciuta in maniera esponenziale anche la presenza di caravan a oriente del Muro di separazione: i caravan sono il primo passo per creare una colonia. Vengono poi sostituiti, appena le condizioni lo consentono, con strutture in muratura. Non si sono fermate le costruzioni dentro gli altri insediamenti in Cisgiordania, neanche dopo Annapolis.
La pubblicazione del rapporto di Peace Now, che ha un settore specializzato sulle colonie diretto da Dror Etkes, arriva nello stesso giorno in cui lo Yesha Council, il consiglio che rappresenta il popolo delle colonie, ha detto in una dichiarazione che proseguirà la costruzione negli insediamenti anche senza l’autorizzazione del governo.
Inciso: sempre secondo l’associazione pacifista israeliana, i coloni sarebbero – al dicembre 2007 – 275mila. Il 58% è arrivato nelle colonie dopo gli accordi di Oslo.