A dire il vero, Amr Khaled non è nuovo a campagne di questo genere. Tutta la sua carriera come telepredicatore è, infatti, fondata sulla costruzione di un homo novus musulmano. Che non fuma, non si droga, e tenta di trovare il lato positivo della vita e delle virtù. Stavolta, però, la sua campagna contro la droga è uscita dagli schermi televisivi, che hanno decretato il suo incredibile successo di pubblico e di seguaci, ed è scesa per le strade del mondo arabo. E sopratutto del suo paese d’origine, l’Egitto. L’idea era quella di portare almeno 5mila ragazzi che fanno uso di droghe in centri specializzati per curarsi. Sembra ci sia riuscito.