Raro che nel mondo della letteratura ci sia uno scontro così duro tra traduttore, autore ed editore. Eppure è quello che è capitato tra una delle più famose e autorevoli traduttrici dall’arabo all’inglese, Marylin Booth, una delle più famose case editrici anglofone, la Penguin Books, e una giovane scrittrice saudita, Raja al Sanea (l’ho intervista per il Sole24Ore, un bel po’ di tempo fa), il cui Girls of Riyadh è diventato uno dei testi più diffusi della nuova letteratura, quella in cui slang, internet e rottura di tabu si mescolano. Con risultati artistici diversi. Sul numero di questa settimana di Al Ahram Weekly, la Booth accusa Penguin di scarsa professionalità e Raja al Sanea di aver rovinato il valore letterario del suo romanzo, intervenendo lei stessa sulla traduzione inglese e togliendo dal testo inglese lo spessore politico del suo libro. Diatriba molto interessante.