Bel racconto, su Al Sharq el Awsat, del pellegrinaggio cinematografico di Youssef al Deek, un uomo che ha deciso di portare il grande schermo da un angolo all’altro dei Territori palestinesi occupati. Porta il grande schermo, i film e con loro i sogni da mostrare a persone che, molto spesso, al cinema non sono mai andate. A Nablus il cinema non c’è, ce lo ricordava Hani Abu Assad nel suo Paradise Now. Betlemme si arrangia e Ramallah rimane l’unico centro artistico-culturale in cui è possibile non solo andarci, al cinema, ma anche farlo. Youssef Aldeek entra, a pieno titolo, nel catalogo degli Arabi Invisibili: sconosciuto propagatore di sogni, nel suo Nuovo Cinema Palestina.