Un Omm Ali per regalo

Forse è stato perché era strano sentire unaoccidentale che chiedeva un “Omm Ali”. Forse è stato perché chiedere un Omm Ali voleva dire conoscere la cucina popolare araba, quella più intima e familiare. Forse è stato perché l’accoglienza araba è qualcosa di irriproducibile. Fatto sta che una richiesta del genere è stato non solo esaudita, durante la mia sosta ad Amman: è stata considerata il regalo a un ospite. Sono scesi in campo il maitre de sale e il capo chef, per preparare all’istante quel perfetto esempio di cucina di famiglia e degli avanzi, fatta di pane raffermo cotto con il latte, uvetta sultanina, zucchero e pistacchi. Il tutto mescolato e servito caldo, molto caldo, come una vera zuppetta. Ancor più dolce del solito. I miei “arabi invisibili” sorprendono sempre.

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