Wild West Bank

E’ stata anche definita così, Wild West Bank, la situazione in Cisgiordania, dove il fine settimana è stato funestato dal raid che i coloni dell’insediamento radicale di Ytzhar, vicino Nablus, hanno compiuto in un villaggio palestinese, Assira al Kabaliya. Decine di coloni armati hanno sparato, distrutto finestre, lanciato sassi di fronte all’esercito israeliano, che si trovava già in loco. All’origine del raid, l’attacco di un palestinese alla casa di un colono di un avamposto, in cui si trovava un bambino di 10 anni, colpito con un coltello, che per fortuna ha riportato ferite lievi. Ieri, poi, una quindicina di ragazzi israeliani di Ytzhar hanno tentato di mettere su un avamposto illegale vicino al villaggio e altri coloni hanno dato fuoco a un oliveto che manteneva almeno una dozzina di famiglie, a poche settimane dalla raccolta, mentre in diverse zone della Cisgiordania sono state lanciate dai ragazzi palestinesi pietre contro macchine e bus israeliani. Una tensione accresciuta anche dalla notizia, di fonte palestinese, che un ragazzo di 17 anni sarebbe stato ucciso dall’esercito israeliano mentre lanciava pietre vicino a Betlemme.

Il premier Ehud Olmert ha detto che Israele non tollererà “pogrom a residenti in Israele non ebrei”: una frase che non si capisce se si riferisca al caso specifico del raid dei coloni di Ytzhar, che non ha colpito “residenti non ebrei in Israele”, bensì palestinesi in Cisgiordania. Tutti i giornali israeliani hanno comunque attirato l’attenzione sulle violenze dei coloni in Cisgiordania, aumentate negli scorsi due mesi, e sulla necessità di ristabilire law&order. Con ricette differenti.

Lascia un commento