La storia è uscita in concomitanza con le elezioni municipali di Gerusalemme. Quando è arrivata la richiesta di mettere sugli autobus della compagnia Egged dei poster elettorali con due donne vestite di tutto punto. La risposta è stata no. La motivazione: non è possibile mettere donne sui poster (pubblicitari, dalle bevande ai candidati politici) che addobbano gli autobus, perché i mezzi del trasporto pubblico passano anche nei quartieri ultraortodossi della città. Il problema, però, non è rimasto conchiuso nella breve campagna elettorale per le municipali di Gerusalemme, conclusasi l’11 novembre con la vittoria di Nir Barkat. Perché ora è già iniziata un’altra campagna elettorale, quella per le politiche del prossimo febbraio. E tra i nomi in pole position c’è sempre Tzipi Livni, che è una donna, e la cui faccia non potrà comparire sugli autobus di Gerusalemme.
La modernità, a quanto pare, non è messa a dura prova solo da qualche settore integralista musulmano. O no?