“Scusa, metti per favore il telefonino sulla bilancia?” E tu liquidi immediatamente l’interlocutore, smetti di parlare al cellulare, lo spegni, e lo metti sulla bilancia sulla quale si pesano i biscotti.Si accende il display, e annuncia la sentenza attraverso i numeri verde acido. Sembra una pièce da teatro dell’assurdo. Ma in Medio Oriente è normale. Anzi, è normale nel mondo arabo. Il fatto è che bisognava fare un paragone. Tra il telefonino di un cliente usuale della panetteria. E il mio, di telefonino. O meglio, il nostro. Perché la richiesta è arrivata all’intera famiglia, cliente altrettanto abituale dello stesso fornaio. I telefonini si alternano sulla bilancia. L’uno pesa più dell’altro. E via con una discussione su quanto costa l’uno e quanto costa l’altro, se è originale o taroccato, e soprattutto se uno dei due viene da Dubai.
La conversazione finisce in fretta, cordiale, e del tutto incastonata nel chiacchiericcio dal fornaio. Poi il conto (rigorosamente fatto a mente), qualche battuta, i saluti. E via a casa. La conclusione è semplice: siamo del tutto dentro il contesto, come la tappezzeria. Siamo stati adottati dalla Porta di Damasco e dintorni, dal piccolo mondo dei commercianti e degli habituè. E noi, da tempo ormai, abbiamo adottato questo piccolo mondo come parte del nostro. Codici comportamentali compresi. Non ci siamo posti il problema di rispondere razionalmente, o italianamente. “Ma che vuoi? Sto parlando al telefono! Ma chi ti dà il permesso di impicciarti ed entrare nella mia privacy?”. La richiesta andava esaudita. Subito, e con il sorriso di chi vuole essere coinvolto in una chiacchiera da fornaio sul peso di un telefonino.