Doveva essere il primo concorso panarabo per trovare nuovi talenti nella letteratura della regione. E si è trasformato in uno scontro vero e proprio. Beirut39 era nato all’interno delle celebrazioni di Beirut come capitale del libro 2009 (con marchio Unesco), sostenuto dal prestigioso Festival di Hay. Presidente della giuria per trovare 39 giovani scrittori under39, Alaa al Aswany, lo scrittore egiziano che ha riportato il romanzo ai numeri di vendita da bestseller. Solo che Alaa al Aswany è un uomo tutto d’un pezzo: il concorso era definito “aperto”, e invece sono arrivati sulla scrivania dell’autore del Palazzo Yacoubian 90 testi selezionati da Banipal, la rivista britannica che si occupa di letteratura araba.
Apriti cielo: o è aperto, il concorso, o è sotto la tutela di Banipal. Alaa al Aswany, insomma, ha ingaggiato una battaglia contro l’establishment della letteratura, e ha tenuto fede a quello che è il suo comportamento letterario da anni. Si può scrivere fuori dai canali istituzionali e della critica accreditata: diamo spazio a tutti, e vediamo chi veramente sa scrivere. Ne è nata una querelle che non è ancora destinata a finire. Aswany si è dimesso da presidente e dalla giuria, dopo un negoziato durato mesi. E sembra che si sia dimessa anche Hoda Barakat, una delle più grandi scrittrici libanesi.
Da leggere, su Al Masri al Youm. E su The Tanjara la risposta dello Hay Festival alle dimissioni di Aswani.