La politica passa anche attraverso i segnali stradali. Soprattutto in un posto come questo. E così, non sorprende la decisione delle autorità israeliane di ebraizzare i nomi delle città e dei quartieri sui cartelli stradali, quando si tratta di tradurli in inglese, ma in particolare in arabo. Per intenderci, da ora in poi Gerusalemme, che in arabo è Al Quds, diventerà sui cartelli stradali Yerushalaim, che è la versione ebraica. A dire il vero, c’è già la traslitterazione di Gerusalemme dall’ebraico in arabo: basta percorrere la numero 1, l’autostrada che collega Tel Aviv a Gerusalemme. Solo che ora riguarderà tutto il territorio israeliano. Con buona pace non solo della memoria, ma anche dell’identità e – per quanto riguarda Gerusalemme – di quello che il diritto internazionale statuisce, e che cioè Gerusalemme est (Al Quds al Sharqiya) è occupata. Basterà cambiare un segnale stradale per cambiare tutto il resto?