Non c’è solo la tv

Le frizioni tra Turchia e Israele, da qualche giorno, si concentrano sulla fiction turca in cui gli israeliani sono rappresentati in maniera brutale. Non c’è solo la tv, però, a rendere difficili i rapporti tra Tel Aviv e gli eredi del vecchio impero ottomano, che stanno ricostruendo un proprio ruolo di potenza regionale. C’è stato, per esempio, l’incidente diplomatico delle esercitazioni militari cancellate (vi doveva partecipare anche Israele). C’è stata la presa di posizione netta di Ankara a favore del rapporto Goldstone. E ci sono ora anche notizie che fanno comprendere quanto queste frizioni non siano un fulmine a ciel sereno. Il Jerusalem Post fa sapere che c’è stato un calo molto forte delle esportazioni israeliane verso la Turchia, stimate in un 40% di diminuzione. Più di un terzo. Cosa sta succedendo? Gli effetti del credit crunch, o c’è anche altro?

Israeli exports to Turkey totaled $800 million in the first nine months of this year, down 40% from $1.3 billion in the same period last year, ICIC reported. The drop in Israeli exports to Turkey was nearly double the rate of decline in total Israeli exports, which were down 22% in the January-September period, it said. Metals, chemicals and plastics accounted for most of the decline in exports to Turkey, it added.

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