La sintesi della discussione di oggi nel Consiglio per i diritti umani dell’Onu a Ginevra non parla soltanto del rapporto del giudice Richard Goldstone sui crimini di guerra e sulle violazioni dei diritti umani a Gaza. Eppure, la 12ma sessione speciale era stata richiesta proprio per superare la tempesta piovuta sull’Autorità Nazionale Palestinese e sull’Olp dopo la decisione della rappresentanza palestinese a Ginevra di rinviare il voto. In tutti gli interventi dei paesi a maggioranza musulmana – Turchia compresa – la questione di Gaza e del rapporto Goldstone ha avuto la stessa rivelanza (addirittura inferiore, in alcuni casi) di un altro tema caldo, caldissimo nel conflitto israelo-palestinese. Al Aqsa, i problemi delle ultime settimane attorno alla Spianata delle Moschee, gli scavi archeologici israeliani dentro e attorno alla Città Vecchia di Gerusalemme.
Al Aqsa, come chi vive a Gerusalemme si immaginava, è di nuovo diventato il simbolo del conflitto, delle frizioni, di tutto ciò che è stato rinviato nell’impianto gradualisto di Oslo.
Post scriptum: non ho trovato notizia dell’approvazione a maggioranza del rapporto Goldstone né sul sito di Repubblica, né su quello del Corriere della Sera, né su quello della Stampa. Una mia svista?
Stamattina stavo proprio pensando la stessa cosa..
Magari i giornali italiani avrebbero qualche difficoltá nello spiegare perché il nostro rappresentante é stato tra i pochi (6) che hanno votato contro il documento…
O magari sono malizioso io…
Daniele
a me sembra molto preoccupante
http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/News/150502