Potpourri (geo)politico

Non c’è traccia di Scud. Potrebbe essere stata una tempesta in un bicchiere, dunque. Ma da queste parti non si sa mai. Gli americani dicono di non aver trovato traccia di un passaggio di Scud dalla Siria al Libano. E gli Scud non sono proprio piccolini. Dalla Reuters.

U.S. intelligence agencies have not been able to confirm Israeli allegations that the missiles have changed hands, the officials said, speaking on condition of anonymity because of the matter’s sensitivity.

While the United States suspects some kind of transfer may have occurred in Syria, two U.S. officials said there were “no indications” any Scud rockets were transported into Lebanon, which would sharply escalate the risk of a conflict.

“We don’t think Scuds of any shape or size have been moved to Lebanon,” one of the officials said.


Moneta di scambio. Così Ynet, il sito del principale quotidiano israeliano, definisce la liberazione di un altro dei ministri del primo governo monocolore di Hamas, arrestati dalle autorità israeliane come ritorsione dopo il rapimento del caporale Gilad Shalit. Dietro le sbarre, tra gli undicimila palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, ci sono altre 14 deputati di Hamas, nonché altre esponenti di rilievo del movimento islamista palestinese.

Morire in carcere. A proposito di detenuti, un palestinese di appena 26 anni è morto in un carcere israeliano, pochi giorni fa. Le associazioni palestinesi che si occupano dei prigionieri dicono che le autorità non lo abbiano curato, nonostante – in isolamento – Raed Abu Hammad avesse lamentato problemi di salute.

E allora, sciopero della fame. Lo hanno fatto i detenuti palestinesi, alla terza settimana di proteste (di cui, ovviamente, si sa pochissimo…). “Citing the example of Raed Abu Hammad, who died in solitary confinement last week, and whose family was denied visits for the past three years, prisoners told the society that they would continue to boycott family visits and would maintain the regimen of hunger strikes until fair and equal treatment for all detainees was secured”.

Peacekeeping Israel/Palestine. Ci sono un po’ di cose da leggere in giro, tra blog e think tank. Ho deciso di non fare il doppio lavoro, perché arabist ha un eccellente resumé del dibattito in corso su di un tema futuribile, ma non per questo meno interessante. L’ipotesi di peacekeeping tra Israele e Palestina. Proprio mentre il paziente George Mitchell è di nuovo qui…


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