Non è un giorno qualsiasi il 6 ottobre, in Medio Oriente e in Nord Africa. Tanto meno lo è oggi, sia perché sono passati esattamente trent’anni da quando Anwar el Sadat venne assassinato durante la parata militare che celebrava un altro anniversario, la vittoria nella guerra del 1973 contro Israele. Sono passati trent’anni dall’eredità controversa e contraddittoria di Sadat. Sono passati anche trent’anni da quando Hosni Mubarak (nella foto degli archivi di Al Ahram assieme a Sadat) si trovò presidente. Presidente in parte per forza di cose, visto che era stato già scelto come vice di Sadat, in parte per caso, visto che dovette succedere da un ora all’altra a una personalità così istrionica come l’uomo della pace di Campd David e dell’apertura liberista dell’Egitto.
A trent’anni di distanza, l’eredità di Anwar el Sadat continua a essere controversa. Mentre, alla presidenza, non c’è più Hosni Mubarak, detronizzato da una rivoluzione che sta vivendo – in queste settimane – una fase dura, delicata a confusa. Intanto, scrivono i testimoni, da due giorni i caccia sorvolano il Cairo, per ricordare il 6 ottobre. Ma quale 6 ottobre? Quale anniversario si celebra, oggi, in Egitto?

RIP Sadat! Avrà commesso degli come tutti i grandi, ma è stato un uomo straordinario: “Un EGIZIANO vero!”