Ho ritrovato nell’archivio di invisiblearabs questo ‘divertimento’ che avevo scritto nel gennaio del 2013. Era proprio brava, la nostra Fatima Mernissi
È come le ciliegie. Una catena infinita di citazioni, rinvii, ispirazioni, pensieri. E la serena consapevolezza che di lei si sa così poco…. Basta (ri)aprire, dopo anni, un testo divertente e fondamentale come L’harem e l’Occidente (Giunti editore) di Fatema Mernissi, per ritrovarsi nei panni dell’impaurito, tragico, violento Shahriyar, ammaliato da Sheherazade che per tre anni, ogni notte, usa la parola per salvare se stessa, il mondo, e la possibilità di amare.
Se, poi, a fare da colonna sonora c’è la Shehrazade di Nikolai Andreevic Rimsky Korsakov, ecco che il testo della Mernissi dà il meglio di sé, soprattutto quando spiega – oh, come la spiega bene – l’abilità tutta occidentale nel cogliere, delle Mille e Una Notte, solo il messaggio superficiale e più grossolano.