Panem et…

In questo caso, pane e voto. La crescita esponenziale dei prezzi dei beni di prima necessità, che è in atto da tempo, si sta mescolando in Egitto con la febbre (solo politica, poco sociale) del periodo pre-elettorale. Come spesso capita, le autorità egiziane hanno alzato il livello di repressione verso i Fratelli Musulmani, a poche settimane da delicate elezioni municipali di aprile, alle quali l’Ikhwan ha deciso di partecipare. Il risultato, dopo l’annuncio della guida suprema della Fratellanza, Mahdi Akef, è che le retate verso i militanti si sono fatte, soprattutto nella periferia dell’Egitto, sempre più frequenti. I numeri parlano, ora, di oltre settecento arrestati, compreso Khaled Hamza, colui che organizza il sito dei Fratelli musulmani egiziani, molto stimato nella comunità nazionale dei blogger, anche tra i non islamisti. Mentre la Fratellanza prova anche a ridimensionare uno dei punti nodali dello scontro il regime (e cioè l’elemento religioso dell’Ikhwan) candidando – sono notizie di stampa – anche 15 copti alle elezioni locali.
Le manifestazioni dell’Ikhwan contro la repressione delle autorità egiziana, si stanno però mescolando alle proteste sociali contro gli aumenti dei prezzi. Aumenti che incidono profondamente in un paese di 80 milioni di abitanti con un alto tasso di povertà. Le tensioni rischiano di raggiungere un livello pericoloso, visto che persino il pane distribuito dalle panetterie pubbliche è diventato un bene difficile da ottenere. Scontri per riuscire a prendere pane calmierato hanno già visto i primi morti, mentre nelle aree industriali si va in piazza per i salari troppo bassi, per l’aumento dei prezzi dell’olio, dello zucchero, ma anche del cemento e del ferro. I docenti universitari stanno organizzando uno sciopero generale per il 23 marzo. I medici dovrebbero scendere in piazza sabato prossimo. E la mente va alla rivolta del pane del 1977, che mise in serio pericolo il regime di Anwar el Sadat. Oggi, nel 2008, è forse un po’ peggio: le leggi di emergenza, in vigore dal 1981, sono diventate un peso sempre meno sopportabile non solo per l’intellighentsjia politica del paese, ma anche per strati sempre più ampi della popolazione.

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