Il vangelo dell’urbanità

È come se la pagina dei mercanti nel tempio del Vangelo secondo Marco debba essere riletta in un modo all’apparenza stravolgente, nella Gerusalemme ormai dilaniata, slabbrata dal conflitto. “Andarono intanto a Gerusalemme. Ed entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e comperavano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si portassero cose attraverso il tempio.  Ed insegnava loro dicendo: “Non sta forse scritto: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti? Voi invece ne avete fatto una spelonca di ladri!”. L’udirono i sommi sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutto il popolo era ammirato del suo insegnamento”.

Se la  religione è abusata dai mercanti della politica, e con essa molte sacre pietre, allora – forse – è proprio nel mercato, quello vero, quello uguale a se stesso dappertutto nel mondo, quel catalogo sociale dove tutto è uguale perché mescolato e contaminato, è proprio nel mercato che si può ancora intravedere oggi il Nazareno, il Buon Samaritano, Lazzaro, Maddalena e le sue vecchie compagne di vita, il Cieco, lo Storpio, il Lebbroso. D’altro canto, il Cireneo era proprio lì, nel mercato, assieme a quel pubblico eterogeneo e indistinto che assistette alla Via Dolorosa di Gesù Cristo, circa due millenni fa. Quelle  ali di folla erano gente di mercato, negozianti e acquirenti, ladri e madri di famiglia, il catalogo infinito della gente di strada. Antenati di quella folla che riempie le strette vie della Città Vecchia, nascondendo – con scorno e supponenza di molti pellegrini – le “stazioni” alla vista dei fedeli.

Ecco, quello che manca alla Gerusalemme incattivita di questi giorni è il vangelo di strada, il vangelo a un tempo laico e pienamente cristiano che fa dell’Uomo il centro di ogni considerazione e di ogni atto. Che non rende museo la fede. Che non piega l’Uomo a una Legge autoreferenziale. Che non cede al fariseismo d’ogni tempo e luogo.

 dal mio “Angeli (laici) a Gerusalemme”, in Tre Volte Dio, Molfetta, La Meridiana, 2010

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