Succede anche questo

Mentre in Italia si rimane stupiti dal fatto che il processo di pace soffra, nonostante gli sforzi di queste ultime settimane. Mentre Tony Blair, a Che tempo che fa, ci racconta della sua gita a Gerico e al Monte delle Tentazioni, appena quaranta minuti di strada dall’ufficio di Blair all’American Colony. Mentre l’Italia si indigna (giustamente) per quel padre-padrone pakistano che ha ammazzato la moglie e vessato la figlia, ma non si indigna per le tante donne italiane e anche extracomunitarie ammazzate da mariti, compagni e mariti separati rigorosamente italiani. Mentre, mentre, mentre, ecco una breve lista di quello che succede a Gerusalemme e dintorni, tra le pieghe di un processo di pace un po’ complicato. Lista composta con notizie prese esclusivamente da giornali e siti web israeliani.

Compensazioni singolari. Volevi costruire una casa in una colonia israeliana sui Territori Palestinesi Occupati della Cisgiordania, ma poi il governo ha deciso di far sospendere le costruzioni? Puoi essere compensato della perdita economica. Su Haaretz, la cifra totale stimata per le compensazioni è di due milioni e mezzo di shekel (l’euro, tanto per farsi un po’ di conti a casa, è un po’ risalito ed è quasi a 5 shekel). Il comitato per i ricorsi relativi ai coloni ha già deliberato su 45 casi, accettandone 42.

Una Nobel (ancora) in camera di sicurezza. Si saprà oggi il verdetto della Corte suprema sul ricorso presentato dai legali di Mairead Corrigan Maguire, Nobel per la pace nord-irlandese, rinchiusa in un centro di detenzione dell’aeroporto di Ben Gurion ormai da svariati giorni. Mairead Maguire si è appellata alla Corte Supremadopo che le era stato negato l’ingresso nel paese. Gideon Levy ha, come sempre, scritto un commento che va al nocciolo della questione.

Indagini. L’ACRI, l’associazione per i diritti civili in Israele, presieduta dal grande scrittore Sami Michael, ha chiesto alle autorità di indagare sulla morte di un bambino di 18 mesi a Gerusalemme est, durante gli scontri iniziati a Silwan e poi propagatisi verso altre zone, come Issawiya, appunto. Il bambino sarebbe morto, dicono le testimonianze, per aver inalato gas lacrimogeno. La richiesta dell’ACRI va, a dire il vero, più in là della morte del bambino di Issawiya (dove, per la cronaca, ieri è stato ucciso dalla polizia un palestinese, padre di 6 figli, che tentava di entrare ‘illegalmente’ a Gerusalemme per andare a lavorare, uno di quelli che Suad Amiry ha descritto benissimo nel suo Murad Murad, pubblicato da Feltrinelli). L’ong, tra le piò famose in Israele, chiede di indagare su molti morti negli scontri con la polizia e l’esercito, non solo a Gerusalemme est, ma in tutta la Cisgiordania.

Il congelamento? It’s over. Si costruisce, nelle colonie. Così dice il sito di notizie più noto e vicino ai coloni, Israelnationalnews, che parla dei bulldozer in azione a Pisgat Zeev. Per chi non è mai stato a Gerusalemme, Pisgat Zeev è un grande insediamento nel cuore di Gerusalemme est che arriva sino ai margini di Ramallah. L’articolo di Israelnationalnews è anche più preciso. Dice che le case in costruzione, ora che congelamento non c’è più, sono verso Hizme, uno dei singolari ‘svincoli’ che bisogna attraversare per andare da Gerusalemme a Ramallah. La divisione di Gerusalemme in due capitali per due stati, come previsto dalla soluzione dei due stati, è piuttosto difficile. Per usare un eufemismo.

Dimmi dove sei, e il ministero del turismo ti aiuta. Dopo il gran rumore sull’applicazione per iPhone lanciata da American Peace Now per essere aggiornati sulla questione delle colonie israeliane in costruzione in Cisgiordania, ecco ora l’applicazione, sempre per l’iPhone, presentata ieri dal ministero del turismo israeliano, che aiuta il turista a sapere dove si trova, e a trovare un posto dove dormire. Sono curiosa di vederla, e di usarla. Vorrei anche vedere se è indicata  la Linea Verde, la linea del 1967, o per meglio dire la linea dell’armistizio del 1949 che indica un oriente e un occidente, dov’è Israele e dove sono i Territori Palestinesi Occupati.

La foto è di Pino Bruno

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