Certe volte fa piacere sapere di non esser soli. Khaled Hroub, uno dei più importanti esperti della storia e della cronaca di Hamas, ha pubblicato sullo Arab Reform Bulletin del Carnegie Endowment un articolo sullo stato dell’arte dei negoziati al Cairo. L’analisi inizia così:
Since winning the Palestinian elections in January 2006, Hamas has faced escalating pressures. It has been evolving into an organization whose activities are primarily political mixed with resistance, whereas in the past its activities were primarily resistance combined with political.
La transizione dalla resistenza alla politica, per Hamas, è il nodo che sta affrontando ma che non ha ancora risolto: questa è anche una delle tesi del mio libro, e per chi ha studiato Hamas è una tesi obbligata, perché questa transizione va avanti dal 2004. Non sono però convinta della lettura che Hroub dà, sempre in questo articolo, del ruolo dell’Egitto in questi ultimi due mesi. Non sono del tutto convinta che ora l’Egitto sia strenuamente dietro ad Abu Mazen e a Fatah. Mi sembra invece che l’Egitto, in maniera molto pragmatica, stia tentando di non far fallire i negoziati tra Fatah e Hamas perché i risultati dell’Operazione Piombo Fuso hanno spaventato il Cairo più dei timori di un movimento islamista al potere alle porte di casa.