Cairo, Egitto, 25 gennaio 2011

Non ci sarà una rivoluzione così veloce come la rivoluzione delle 12 ore in Tunisia. Ma quello che sta succedendo ora, in questi minuti, in queste ore, in questo pomeriggio al Cairo è qualcosa che non si era mai visto. Almeno da dieci anni a questa parte, da quando seguo l’Egitto. Vorrei essere lì, al Cairo, a piazza Tahrir, proprio accanto al Museo Egitto. Sotto i viadotti di piazza Abdel Moneim Riad, da dove sono accorsi i manifestanti verso Tahrir, verso Qasr el Aini, verso il Parlamento, verso downtown. Le immagini di Al Jazeera, i video subito postati in  internet dai manifestanti. E poi Twitter che si blocca per sovrabbondanza di contatti, i blogger che tentano di comunicare in altro modo. Migliaia e migliaia di persone. Mai così tante persone sono scese in piazza in Egitto, dove tra qualche mese si dovrebbero celebrare i trent’anni dello stato di emergenza.

Non sarà la rivoluzione. Sarà il Tunisami, come ha cominciato a chiamarlo il mio amico Ben Wedeman della CNN, in questo momento in piazza a Tahrir, nel centro del Cairo, a seguire come sempre i fatti con i suoi occhi. Ma qualcosa è, ed è qualcosa di differente dal solito. Segnatevi la data. 25 gennaio 2011. L’Egitto ha mostrato che è disperato, che è povero, ma anche che da anni grida al mondo di voler democrazia. E il mondo non lo ha ascoltato. Solo ora, solo ora, qualcuno si accorge anche da noi che esistono i blogger egiziani. Sono anni che chiedono al mondo di guardare l’Egitto oltre le alleanze, per le strade del Cairo e di Alessandria.

Stay tuned. E soprattutto, non lasciateli soli.

Le notizie. tra le 15mila e le 20mila persone sono scese in piazza al Cairo, sfidando le leggi d’emergenza, nel giorno dedicato alla polizia. La polizia, prima colta di sorpresa, ha cominciato a caricare. Ma le manifestazioni ci sono anche in altre zone del Cairo e in altre città. Si parla di 20mila persone in piazza ad Alessandria. Dai tweetting, partecipano persone che prima mai sarebbero scese in piazza. Si dice anche che i manifestanti vogliano passare la notte a piazza Tahrir. La foto è del 25 gennaio sera, postata su internet e rimbalzata via twitter, mentre, per chi vuole il livestream su piazza Tahrir, c’è anche quello, su Ustream.

L’immagine simbolo è quella di un ragazzo che, come a Tienanmen, sfida il blindato con il cannone ad acqua. E lo ferma.

Work in progress. Anzi, protesta in progress…

6 commenti su “Cairo, Egitto, 25 gennaio 2011”

  1. grazie, è molto chiara quasi mi fatto vivere munito x munito la situazione del mio paese.
    E’ stata molto utile per la mia preparazione della mia tesina del corso di letteratura Araba.

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