Grazie per gli auguri!

Le cose divertenti della vita da quando esistono i social. Molti si ricordano del tuo compleanno perché, per esempio, Facebook glielo ricorda. Molti ripescano il tuo numero in quell’immenso archivio telefonico che è ormai diventato il nostro smartphone. E in molti ti scrivono, perché – nella corrente talvolta vorticosa in cui viviamo una quotidianità fatta …

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Diario del Cairo – La città rifiutata


In attesa di parlare del Cairo al Festivaletteratura di Mantova sabato prossimo, 7 settembre, assieme a Filippo Romano e Luca Molinari (evento n.131), ripropongo un articolo che avevo postato qui sul blog il 28 marzo del 2011, uno dei miei diari dal Cairo. Cairo è una megalopoli segnata non solo dalla tragedia politica di anni e decenni, ma – appunto per questo – dal rapporto che i diversi segmenti della società egiziana hanno deciso di avere con la trama urbana. Riprendo ancora una volta Roland Barthes, e le sue famose pagine sulla città come “discorso”: leggere Il Cairo significa farsi raccontare, dalla città, cosa è successo dei suoi residenti. Dove sono ora, cosa hanno deciso di fare della loro relazione col Cairo, perché sono rimasti, per quali ragioni – al contrario – hanno rescisso la loro storia con la città.

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4 anni dopo un massacro

14 agosto 2013. Cairo. Massacro di Rabaa el Adawye. 4 anni dopo, nell’anniversario, nello stesso giorno, si comunica al pubblico che il governo italiano ha deciso di far ritornare il nostro ambasciatore al Cairo. Senza porre nessuna attenzione ai simboli, alle date, al modo in cui le notizie vengono percepite. A Rabaa el Adawyie, al …

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Il prezzo alto pagato dagli egiziani copti

Eccole, le paure che si fanno realtà. L’attentato alla cattedrale copta del Cairo, ad Abassyyia. Un attentato compiuto nella domenica santa per i cristiani, e nel giorno in cui i musulmani si stanno preparando a celebrare il compleanno del profeta Mohammed. Una festa, quest’ultima, sentita da tutti negli strati popolari del Cairo.

Il numero dei morti cresce, e rischia di eguagliare il numero dei morti dell’attentato di Capodanno 2011,

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25 aprile, al Cairo

Erano un centinaio. Non di più. Un centinaio di manifestanti (pacifici) in una delle piazze più conosciute del centro residenziale del Cairo. Piazza al Messaha. Per chi ha vissuto al Cairo, la piazza dove ci sono una delle migliori pasticcerie della città, il McDonald e il Goethe Institut. Una piazza della media borghesia egiziana, in un quartiere comeDoqqi, che è lo stesso dove viveva Giulio Regeni.

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Ugo. Che poi era veramente un golpe

Mai guardare indietro, al passato. A meno che non faccia parte integrante del presente. E allora, siccome sembra che ci si sia accorti adesso di quello che sta succedendo da almeno due anni al Cairo, quasi quasi ripropongo un post del 4 luglio 2013. Lo avevo scritto all’indomani delle manifestazioni oceaniche organizzate da Tamarrod, e al golpe che i militari avevano compiuto in Egitto.

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Non solo a Colonia

blue bra graffitiOdio la dietrologia. Odio il complottismo. Sui fatti indegni di Colonia, sulla molestia sessuale di massa sulle donne nel centro di Colonia, occorre che si torni al raziocinio e si rifletta. Perché se così non si fa vuole dire che “c’è veramente del marcio in Danimarca”. Quello che sta succedendo – nel post-Colonia – è infatti un terribile cocktail mediatico, un cortocircuito che mette assieme tutto: razzismo, islamofobia, populismo sulla questione delle migrazioni, attacchi ai profughi in quanto disturbatori della quiete pubblica europea.

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Whisky e ghiaccio, shukran.

“Cosa le posso offrire? Gradirebbe un whisky?”

Un whisky con molto, molto ghiaccio alle sei del pomeriggio, in una vecchia casa di Zamalek, l’isola in mezzo al Nilo, quartiere bene del Cairo.

“No grazie, non ce la posso fare… Mi scusi la domanda: ma come fate con questo caldo ad aver desiderio di un whisky col ghiaccio?”

L’anziana signora, ancora elegante, mi aveva guardato con tenerezza.

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Dei morti di serie B e dell’imbarazzo

Cresce l’imbarazzo internazionale sui sanguinosi scontri di venerdì e sabato al Cairo e ad Alessandria. Cresce l’imbarazzo soprattutto dopo l’ammissione, da parte del ministero della sanità egiziano, che al sit in dei Fratelli Musulmani al Cairo sono stati uccise decine di persone da parte delle forze di sicurezza. Almeno 72, dicono le fonti governative, assieme …

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La vitamina dei deboli e la globalizzazione

Ieri pioveva, a Roma. Eccome se pioveva. Il classico nubifragio romano, in una giornata già di per sé epocale, storica, straniante. C’era una conferenza internazionale sulla libertà religiosa e la coesistenza pacifica, al ministero degli Esteri, organizzata dalla Farnesina e dall’ISPI, a cui hanno partecipato anche alcuni dei nomi che avete trovato spesso su questo …

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