Dei morti di serie B e dell’imbarazzo

Cresce l’imbarazzo internazionale sui sanguinosi scontri di venerdì e sabato al Cairo e ad Alessandria. Cresce l’imbarazzo soprattutto dopo l’ammissione, da parte del ministero della sanità egiziano, che al sit in dei Fratelli Musulmani al Cairo sono stati uccise decine di persone da parte delle forze di sicurezza. Almeno 72, dicono le fonti governative, assieme …

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Le alchimie di Morsy

Allora, Mohammed Morsy vuole tranquillizzare l’Occidente. Un suo consigliere ha fatto sapere che i due vicepresidenti dovrebbero essere un copto e una donna. Se la dichiarazione di uno dei consiglieri di Morsy divenisse realtà, potremmo anche pensare di prendere esempio dal nuovo Egitto. E magari in Italia avere un presidente del Senato donna (nella sua …

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Le grandi manovre nell’Ikhwan

La notizia ha fatto scalpore. Forse solo nel piccolo mondo di chi si occupa di islam politico arabo, ma tanto basta. Khairat al Shater e’ il candidato della Fratellanza Musulmana alla presidenza egiziana, nelle elezioni del prossimo 23 maggio. Il numero due dell’Ikhwan, dopo la guida suprema Mohammed Badie. O forse, come dicono tutti gli …

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Lo strappo del dottor Abul Futouh

La notizia era nell’aria da giorni, ed è diventata realtà appena son partita dal Cairo. La spaccatura nella dirigenza dei Fratelli Musulmani ha ora un nome e un cognome. Si chiama Abdel Moneim Abul Futouh, quello stesso medico, capo dell’Unione araba dei medici, di cui avevo parlato in un capitolo di Arabi Invisibili. Abdel Moneim …

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Prove di Nuovo Egitto

Decisioni non rapidissime, ma abbastanza veloci, quelle che sta prendendo il Consiglio Militare Supremo in Egitto. Un percorso incomprensibile, in una dimensione europea, in cui l’idea di un consiglio militare chiamato a gestire una transizione importante, per alcuni versi imponente, come quella egiziana fa venire i brividi. Bisogna, però, riportare il tutto alla dimensione nazionale, …

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Fratelli Musulmani, e giovani Fratelli Musulmani

Allora, parliamo di Fratelli Musulmani. Ho evitato di scriverne sinora, perché volevo parlare dei ‘ragazzi di Tahrir’, quelli che stanno ancora facendo la rivoluzione – checché ne dica il nostro cinismo politico – e che ieri hanno nominato  un autoproclamato antieroe come loro portavoce, Wael Ghonim. Ho scoperto, però, che anche se non scrivo di …

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