Questo blog, come sapete, contiene solamente i miei articoli, le mie riflessioni, i miei pensieri. Raramente faccio una eccezione, perché le eccezioni van fatte. Ho chiesto a Omar Robert Hamilton di mettere sul mio blog la traduzione italiana dell’articolo che ha pubblicato su Jadaliyya. Ed eccola qui.
Poche parole sull’autore, Omar Robert Hamilton. Regista, attivista, firma analisi e commenti su The Guardian e London Review of Books. Era a piazza Tahrir, al Cairo, cinque anni fa, assieme alla sua famiglia e agli altri ragazzi che hanno fatto la rivoluzione.
Fratture multiple, bruciature di sigaretta, abrasioni, unghie strappate, tutte le dita rotte, decine di lacerazioni su tutto il corpo, sulle piante dei piedi, e sulle orecchie, e per concludere la rottura del collo e il soffocamento. Il corpo di Giulio è stato ritrovato seminudo lungo il ciglio di una strada.
I segni dei servizi di sicurezza egiziani sono immediatamente riconoscibili. Nessuno ha dubbi sulla mano che ha ucciso Giulio Regeni. E così i rapporti diplomatici ed economici tra Egitto e Italia sono stati spinti a forza sotto i riflettori.
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